2 giugno 2021: il valore sempre attuale della Festa della Repubblica

Il 2 giugno 1946 con il voto del referendum iniziava il nuovo corso repubblicano dell’Italia, dopo gli anni dolorosi della guerra e del Fascismo. Il senso e il valore sempre attuali di questo anniversario, settantacinque anni dopo.

2 giugno 1946 – 2 giugno 2021: sono trascorsi settantacinque anni dalla nascita della Repubblica italiana. Una data che rappresenta molto di più di una semplice ricorrenza, soprattutto oggi.

Nel 1946 l’Italia iniziava faticosamente a uscire dalle ombre funeste della guerra mondiale e del Fascismo. Piegata da anni di conflitto, guerra civile, crisi economica, coperta di macerie e in gran parte da ricostruire, il paese si avviava con speranza ad affrontare le sfide del periodo postbellico con la volontà probabilmente di lasciarsi alle spalle errori e tragedie del passato recente. Il primo passaggio che segnò la rottura netta col il passato fu proprio il referendum che si tenne il 2 giugno 1946, indetto per decidere la forma di governo per la nuova Italia che usciva dalla guerra.

L’alternativa era tra un ordinamento repubblicano, che poi prevalse nella consultazione, e la monarchia. Ma oltre alla fondamentale scelta della forma di governo, le consultazioni del 2 giugno 1946 furono importanti che perchè videro per la prima volta nella storia la partecipazione al voto delle donne. Un passaggio storico troppo a lungo rinviato.

Inoltre, assieme al voto referendario, per la prima volta dopo molto tempo, gli Italiani poterono esprimere anche un voto politico, eleggendo i membri dell’Assemblea costituente che, nei due anni successivi avrebbe prodotto il testo della costituzione repubblicana ed eletto il capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. Poi, nel 1948, approvata la costituzione, si poterono tenere le prime vere elezioni politiche.

Il passaggio del 2 giugno segna quindi non solo il fondamentale ritorno alla democrazia di un paese che per decenni era stato privato delle libertà politiche e civili fondamentali e aveva poi subito gli effetti devastanti della guerra sulla propria pelle per 5 anni. Segna anche un passo in avanti molto rilevante per la società italiana, con la conquista del suffragio universale sia maschile che femminile, e infine, opera una cesura netta nella storia nazionale, con la fine della monarchia e il regno di Casa Savoia, e l’inizio della Repubblica. La Monarchia era stata il primo ordinamento nazionale del paese, dalla sua unità nel 1861 in poi e aveva accompagnato nel bene e nel male oltre ottanta anni di storia patria, attraverso anche la parentesi tragica del Fascismo e la guerra mondiale. Con il voto del 2 giugno si produce una sorta di rivoluzione istituzionale e democratica pacifica, che cambia il corso della nostra storia nazionale e volta pagina definitivamente. Non a caso, anche se i risultati del referendum furono ufficializzati pochi giorni dopo, ovviamente è proprio nella data in cui si celebrò il voto che si considera l’inizio della nostra storia repubblicana, oggi arrivata al suo settantacinquesimo anniversario. Ovviamente ne mantiene intatto tutto il valore profondo, sempre attualissimo, sul piano storico e politico, ma anche civile e morale.

In settantacinque anni l’Italia ha conosciuto progresso e benessere, ha sposato una nuova stagione di democrazia e di libertà rafforzata anche dalla prospettiva multilaterale, atlantista ed europeista sul piano internazionale. Negli anni successivi alla nascita della Repubblica, l’Italia ha preso posto nei principali consessi internazionali, ed è diventata parte fondante dell’Occidente democratico partecipando come promotrice e fondatrice sia all’Alleanza Atlantica che all’avvio del processo di integrazione europea. La prospettiva atlantica ed europea è parte integrante, ancora oggi, della nostra identità nazionale e un elemento imprescindibile e irrinunciabile per la garanzia della nostra sicurezza e del nostro benessere. Senza l’adesione alla NATO e alla CEE non è certo che l’Italia avrebbe potuto tornare ad essere un paese sviluppato e forte economicamente, in una cornice di piena sicurezza e stabilità garantito anche dagli alleati. Negli anni della Repubblica, dopo i sacrifici iniziali e la fatica della ricostruzione, il paese uscì pienamente dalla crisi postbellica, svelando pienamente molte delle sue potenzialità e diventando in pochi anni una delle principali potenze economiche e industriali mondiali. Un patrimonio enorme giunto fino a noi.

Oggi però questo anniversario sembra assumere un valore ancora più forte e profondo, anche alla luce dei mesi drammatici che l’Italia, e il resto del mondo, hanno vissuto a causa della pandemia, dopo i lutti e i sacrifici di questa crisi sanitaria, che ha innescato purtroppo anche una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana.  La speranza condivisa è che i prossimi mesi, grazie alla volontà di riscatto che attraversa il paese, e anche alla campagna vaccinale e alle risorse messe a disposizione attraverso il Next Generation EU e il Recovery Fund, possano essere i mesi in cui potremo uscire da questa crisi e rilanciare l’economia, la società italiana ed europea.

Come il 2 giugno 1946 segnò un momento di rinascita, l’augurio, e l’impegno, auspicato anche dal Presidente della Repubblica, è che questo 2 giugno 2021 possa essere anch’esso un giorno in cui avviare una nuova rinascita, per l’Italia, nel segno sia della cooperazione internazionale che dell’adesione ai principi democratici e dello stato di diritto. Il valore di questo anniversario è per noi sempre attuale, e si rinnova oggi, come impegno comune, nelle sfide che l’Italia e gli Italiani hanno davanti.

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