Il G20 di Roma, la sfida dei cambiamenti climatici e il ruolo dell’Italia

Si è concluso il G20 svolto sotto la presidenza italiana a Roma. Un vertice di grande importanza, in cui l’Italia ha avuto un ruolo da protagonista.

Si è concluso il G20 di Roma. Dopo due giorni di confronto tra i leader dei 20 più grandi paesi del mondo, immersi nella bellezza e nella storia della Città Eterna, è stato raggiunto un accordo sul clima, e anche un altro sul tema della tassazione internazionale delle multinazionali. Gli impegni presi sul fronte climatico rilanciano il confronto internazionale verso la conferenza della Nazioni unite COP26 di Glasgow, al via subito dopo, dedicata proprio al clima. Un passaggio essenziale su questo delicatissimo fronte.

Questo appuntamento è giunto dopo una lunga serie di altri incontri e riunioni, organizzati nei mesi precedenti, dove sono stati affrontati numerosi temi di grande attualità e importanza. Il G20 è un consesso raccoglie i 20 paesi più industrializzati e forti economicamente del mondo, che rappresentano da soli due terzi della popolazione mondiale e circa l’80 per cento del PIL globale. Dagli USA alla Cina, dal Messico al Brasile, all’Unione Europea e i suoi paesi più importanti (Italia, Francia, Regno Unito, Germania) fino a Russia, Turchia, Corea del Sud, Giappone. Unico paese africano presente il Sud Africa.

Per due giorni Roma è stata centro del mondo, sotto tutti i punti di vista: ma se il suggestivo scenario dei suoi palazzi e dei suoi monumenti millenari ha affascinato i leader e i media internazionali, è evidente che sul piano politico l’Italia, come poche volte in passato, sia riuscita a giocare un ruolo da protagonista. Non solo in ragione dell’ospitalità del vertice, ma anche per l’impegno e l’iniziativa messa in campo prima e durante la riunione dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha insistito sulla necessità di un accordo finale del vertice soprattutto sul tema del clima. Un tema su cui anche Joe Biden e i paesi europei erano fortemente interessati a raggiungere dei risultati durante la riunione.

Infatti il G20 di Roma non ha affrontato solo argomenti legati ai cambiamenti climatici e all’ambiente, ma questo tema è stato certamente quello più discusso e su cui, non solo si registrava più attesa, soprattutto nell’opinione pubblica dei grandi paesi occidentali, ma anche si sapeva vi sarebbero potuto emergere le principali divisioni tra le potenze. L’accordo raggiunto può essere un passa in avanti utile, in vista soprattutto della conferenza di Glasgow, quando il tema sarà affrontato a livello di Nazioni Unite.

Certo il tema rimane di attualità stringente: i rischi ad esso collegati e l’impatto dei cambiamenti climatici non solo sull’ambiente, ma anche a livello economico e sociale, hanno reso l’argomento strategicamente molto importante. Alcune aree del pianeta, come l’Africa ma anche tutto il bacino del Mediterraneo, le regioni oceaniche del Pacifico o dell’Asia Meridionale, sono molto esposte ai rischi legati ai cambiamenti climatici e per quanto molto interessate alle decisioni politiche ad essi connesse. Restano le resistenze di alcuni paesi in via di sviluppo e di alcune grandi potenze, come India e Cina, rispetto al tema del tetto delle emissioni di CO2, ma il rinvio di ulteriori scelte rilevanti potrebbe essere un rischio. Per questo, come ribadito anche da Boris Johnson, la conferenza di Glasgow, potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per il futuro del pianeta.

La riunione del G20 di Roma, intanto, ha confermato a livello internazionale il ruolo che l’Italia si è ritagliata, in questi mesi, grazie anche all’iniziativa messa in campo sul piano politico internazionale e alla stabilità garantita sul fronte delle alleanze.  Negli incontri svolti prima del vertice a Roma, a partire da quelli con i principali alleati europei e con il Presidente Biden, il nostro paese ha avuto occasione di rafforzare la propria  prospettiva atlantica e rilanciare il dialogo con gli alleati principali. A partire dal legame fondamentale proprio con gli Stati Uniti. In una fase di forte cambiamento e di trasformazione, anche a livello europeo, la leadership espressa dall’Italia, con figure come Mario Draghi e il Presidente Mattarella, di grande riconoscimento internazionale, rappresenta un indubbio valore aggiunto non solo per l’Italia, ma anche per tutta l’Europa. Un valore che a Roma, durante questo G20, è stato evidente e particolarmente prezioso. Certamente anche nel senso di quel rafforzamento dei rapporti tra i paesi occidentali e le grandi democrazie del pianeta, sempre più necessario per costruire una prospettiva comune  e una collaborazione sui  temi più importanti dell’agenda politica globale.  

Immagine tratta dal sito Governo.it

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