Così l’occidente ha ritrovato l’unità

L’articolo di Enrico Casini e Andrea Manciulli per il numero di Aprile di Airpress

L’invasione in Ucraina ha riportato drammaticamente la guerra nel cuore dell’Europa. Ma contrariamente a molte previsioni precedenti e immediatamente successive all’attacco, l’invasione russa ha visto un’eroica resistenza messa in campo dal popolo ucraino e una reazione convinta e coesa da parte dei paesi europei e degli alleati nel sostegno all’Ucraina stessa e nella condanna dell’invasione. Una risposta capace di rafforzare l’unità dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea e le sinergie tra i paesi delle due sponde dell’Atlantico.

Va detto che nonostante gli avvertimenti lanciati per settimane soprattutto dagli Stati Uniti, il rischio dello scoppio della guerra era stato ampiamente sottovalutato. Quando però il conflitto è esploso, e subito ha reso in maniera plastica la drammaticità dello scontro, la reazione dei paesi europei al fianco degli americani è stata ferma e priva di indugi. Altri paesi, come la Svizzera, si sono uniti nel condividere le sanzioni adottate verso la Russia. Non solo, la crisi ucraina ha aperto anche un dibattito non banale, in alcuni paesi membri dell’Unione europea, come Finlandia e Svezia, circa la loro possibile adesione alla NATO. E proprio la NATO, in questa fase storica, dopo anni in cui in molti avevano messo in discussione, sbagliando, la sua stessa mission, esce oggi più forte e unita rilanciando la propria azione in nome della sicurezza euro-atlantica. Chi metteva in discussione questa necessità, oggi non può che prendere invece atto dell’importanza che la NATO ha rivestito, sta rivestendo e rivestirà anche nei prossimi anni proprio su questo versante.

Da questo conflitto, che ovviamente noi continuiamo a sperare possa prestissimo concludersi lasciando spazio ad una soluzione negoziale che rispetti le volontà e la piena indipendenza degli ucraini e ristabilisca la pace, da questa crisi il mondo uscirà ulteriormente cambiato. Nulla sarà come prima. L’Europa, nuovamente, si ritroverà al centro della contesa. E la NATO sarà fondamentale per la sua sicurezza e stabilità, come lo è stato dal 1949 in poi.

I vertici svoltisi il 24 marzo a Bruxelles, con la presenza di Joe Biden in Europa, hanno confermato da un lato proprio il rilancio di questo nuova unità transatlantica, ma anche le condizioni perché, tra potenze del G7, paesi europei e alleati, possa costruirsi una sintonia di interessi e di progetti utili alla protezione della sicurezza comune e dei valori democratici, ma alla necessità di definire un nuovo ordine internazionale.

La drammatica attualità del conflitto ha posto in essere alla comunità atlantica alcune sfide che necessitano risposte coordinate, dalla crisi umanitaria dei profughi alla sicurezza dei confini dei paesi alleati, fino alla risposta ad una possibile crisi economica ed energetica conseguente alla guerra. Proprio la sfida posta sul piano energetico è un altro dei grandi temi su cui, soprattutto l’Europa, dovrà misurarsi nei prossimi mesi.

L’unità euro-atlantica fino ad oggi dimostrata, e confermata, con i vertici straordinari del 24 marzo, può essere un capitale preziosissimo su cui investire, in chiave presente e futura, per dare da un lato maggiore forza al percorso europeo di integrazione politica, con il tema dell’Europa della difesa che sta facendo importanti passi in avanti, e dall’alto rinsaldare sempre di più i legami tra paesi atlantici. Già durante la crisi pandemica l’Europa e gli alleati avevano saputo reagire mettendo in campo risposte, soprattutto economiche, per trovare una strada comune per affrontare le ricadute della crisi. Oggi, questo spirito unitario, è indispensabile continui ad essere vivo, per difendere le nostre democrazie dalle minacce esistenti e promuovere le ragioni della pace e della sicurezza globale.

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