Washington: firmato un nuovo accordo di pace per il Medio Oriente


Alla Casa Bianca la firma dell’accordo di pace tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein

La Casa Bianca è stata teatro di un accordo importante, storico secondo quanto affermato dai suoi protagonisti e dallo stesso Donald Trump, che potrebbe produrre risultati rilevanti sulla via della stabilizzazione e della pacificazione delle relazioni tra stati in Medio Oriente.

Alla presenza del Presidente Trump, impegnato attivamente in questo confronto, il Primo ministro di Israele Benyamin Netanyahu e i rappresentanti di due stati arabi, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, hanno siglato un accordo di pace, denominato “Accordo di Abramo”, in riferimento alla comune origine delle tre grandi religioni monoteiste che proprio in Medio Oriente hanno visto la luce.

L’accordo, salutato con parole di grande apprezzamento da tutti i presenti, interessa numerosi settori delle relazioni tra i tre stati e potrebbe presagire la possibilità che, soprattutto in campo economico, oltre che diplomatico, aumentino e si intensifichino le collaborazioni tra di essi. Presto per dire che si tratti di un primo passo a cui potrebbero seguirne altri, anche se il Presidente Trump, convinto della importanza di questo atto, si è detto anche sicuro che presto altri stati arabi seguiranno l’esempio di Emirati e Bahrein e firmando l’accordo di pace.

L’accordo, nonostante la reazione negativa da parte palestinese, potrebbe avere anche un indubbio valore geopolitico, rafforzando l’asse attuale americano sia con Israele che con i paesi sunniti del Golfo.

Si tratta di una indubbia vittoria per Trump, assertore di un modello più bilaterale in campo diplomatico, che si presenta così clme il “pacificatore” del Medio Oriente e che va anche in linea con le altre iniziative condotte o sostenute in questa fase dalla sua amministrazione in politica estera: dall’accordo di pacificazione per l’Afghanistan a quello recente nei Balcani. Una vittoria che Trump cercherà di rivendere anche nella campagna elettorale presidenziale, insieme alla promessa del ritiro di uomini dal Medio Oriente, a meno di due mesi dal voto.

Da parte palestinese l’accordo non è stato salutato in maniera positiva e la tensione resta molto alta. Durante i colloqui e la firma dell’accordo una serie di razzi sono stati lanciati contro il territorio di Israele. Netanyahu, in partenza dagli Usa verso Israele, dove tra l’altro nei prossimi giorni è stato deciso di disporre un nuovo lockdown a causa dell’aumento di contagi da Coronavirus, ha accusato i “terroristi” di voler ostacolare la pace, ma si è detto impegnato a continuare sul percorso avviato della pace.

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