L’impegno italiano in Sahel: la visita di Guerini in Niger e Mali

Conclusa la visita del Ministro Lorenzo Guerini in Mali e Niger. L’importanza della stabilità nel Sahel e l’impegno dell’Italia per la sicurezza della regione

Si è conclusa la visita del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel Sahel, in Mali e Niger, durante la quale il Ministro ha avuto modo di salutare il personale militare italiano impegnato nelle diverse missioni bilaterali e sotto egida di ONU e Unione Europea presenti nei due paesi, ma anche di tenere una intensa serie di incontri istituzionali con le autorità locali dei due paesi.

L’Italia, come dichiarato dallo stesso Ministro anche in numerosi altri appuntamenti, ha intenzione di rafforzare la propria presenza e il proprio impegno nella regione del Sahel, un’area del continente africano sempre più strategica e rilevante non solo ai fini della sicurezza regionale. Il Sahel infatti, è una regione molto ampia, che attraversa dal Sudan alla Mauritania un’ampia fascia di territorio africano tra il Sahara e la fascia sub sahariana, lambendo i paesi dell’Africa occidentale e centrale e a nord quelli che si affacciano sul Mediterraneo. In questa area, caratterizzata da numerosi problemi e criticità di tipo politico, economico, sociale, ambientale, sono presenti diversi gruppi armati irregolari e organizzazioni terroristiche, spesso collusi anche con strutture e organizzazioni criminali, con cui condividono traffici e interessi illegali che vanno dalla tratta di esseri umani al contrabbando di droga e armi. In generale si tratta di una regione caratterizzata da una forte instabilità, da una povertà endemica, e anche da molti problemi legati ai cambiamenti climatici e a crisi ambientali derivate da essi che influiscono spesso sulle condizioni delle popolazioni locali. Emblematica la situazione che da anni interessa la regione del Lago Ciad e i conflitti che hanno riguardato alcune popolazioni locali.

In particolare alcuni paesi della regione hanno vissuto, negli ultimi anni, crisi istituzionali e situazioni di forte instabilità politica. La presenza di gruppi terroristici, unitamente a quella di alcune delle principali rotte migratorie del continente che attraversano questi paesi, sono temi di grande importanza, e impatto, che non riguardano solo la sicurezza e la stabilità di questa area specifica, ma anche i paesi confinanti, il Mediterraneo e l’Europa. Per questi motivi, anche alla luce del complicato processo di stabilizzazione della Libia, e per le conseguenze che le crisi nei paesi sahelini hanno, e possono avere, sul Nord Africa, è indispensabile operare per garantire sicurezza e stabilità nella regione. Si tratta di una necessità di natura strategica per tutto l’Europa e in particolare anche per l’Italia.

Come affermato dal Ministro Guerini, è fondamentale una “Un’azione sinergica della Coalizione per il Sahel, dell’UE e dei Paesi, europei e non, impegnati in questa regione”, un’azione indispensabile per la tutela dei comuni interessi. È evidente che l’Unione Europea sia uno dei principali soggetti impegnati nella stabilizzazione dell’area, dove è ovviamente molto forte la presenza e l’impegno anche di un alleato strategico per l’Italia come la Francia, che ha rapporti antichi e molti stretti con i paesi della zona e infatti guida le operazioni della Task Force Takuba, a cui anche l’Italia ha aderito e darà il proprio contributo.

L’impegno europeo, come confermato dal Ministro, può essere utile non solo sul piano della sicurezza ma dovrebbe fare un salto di qualità “integrando lo sforzo nel settore della sicurezza con le proprie capacità di supporto economico, sociale e di cooperazione allo sviluppo”. Ovvero sviluppando un “approccio integrato” fondamentale per tenere insieme le diverse problematiche che interessano tutte le aree di crisi dei paesi del Nord Africa e della fascia subsahariana.

In quest’ottica l’Italia parteciperà dunque alla Task Force Takuba, che sarà pienamente operativa entro l’estate, che avrà come obiettivo il supporto alle forze di sicurezza locali nel contrasto ai crescenti fenomeni di matrice jihadista nella zona a cavallo tra i confini di Niger, Mali e Burkina Faso.

Durante la due giorni il Ministro, ha avuto modo di incontrare le autorità locali dei paesi sahelini, a partire in Mali dal Vice Presidente della Repubblica del Mali, Assimi Goïta e il Segretario Generale della Difesa, Souleymane Doucoure. Successivamente, sempre a Bamako, Guerini ha incontrato il personale italiano delle missioni EU e ONU (EUTM, EUCAP, Minusma). In Niger, a Niamey, ha incontrato il Ministro della Difesa Alkassoum Indatou, per un colloquio bilaterale, e a seguire ha portato il saluto al contingente italiano della missione MISIN (missione bilaterale di supporto in Niger), prima di recarsi a Gao, in Mali, per l’incontro con il Comandante della Task Force Takuba, Gen. B. Philippe Landicheff.

Mali e Niger sono due paesi molto importanti nel la regione sahelina e certamente la presenza del Ministro Guerini ha confermato l’attenzione crescente che il nostro paese rivolge a questa area e in generale all’Africa.  L’Italia, anche attraverso la presenza e il lavoro degli uomini delle Forze Armate e della Difesa, sta rafforzando il suo impegno in questa regione sempre più strategica, che anche nei prossimi anni potrebbe diventare sempre più rilevante per la sicurezza europea e per i nostri interessi strategici in Africa e nel Mediterraneo.

Immagine tratta dal sito Difesa.it

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